Numerosi sono i legami del Palazzo e della Famiglia Marzocchi con la storia.
Ferdinando II de' Medici: in una lettera ritrovata negli atti episcopali si legge che durante le guerre papaline contro il Granducato di Toscana (intorno al 1644), la madre superiora del convento di clausura di S. Benedetto a Monterchi chiede
a Ferdinando II de' Medici di poter ricoverare le sue consorelle “in suo palatio” perché dentro le mura. Per certo si sa che il vicario del Granduca risiedeva in un palazzo della piazza del paese; quindi certamente si trattava dell’attuale Palazzo Marzocchi perche l’unico di insigne fattura. Ad ulteriore riprova i diversi stemmi che ne fregiano l’interno testimoniano la presenza di uomini importanti inviati dal Granduca per condurre azioni militari contro il Papa ed i suoi alleati.







Pietro Marzocchi (1882-1958)
Nipote di Simone, Pietro si laureò in chimica nel 1911 e aprì una delle prime farmacie ad Arezzo (ancora visitabile in Corso Italia). Dopo la II Guerra Mondiale in seguito alla perdita della casa in Arezzo durante un bombardamento si rifugiò nel Palazzo di Monterchi dove rimase fino alla morte dedicandosi esclusivamente alla ricerca e allo studio.
Bernardo Marzocchi (1669-1751)
Discendente da una famiglia siciliana trasferitasi in Toscana intorno al 1600 fu personaggio assai ricco e rispettato per aver costruito una filanda che dette lavoro a tante famiglie del luogo. Divenne così importante da ottenere il titolo di “Civis Aretinus”. Il suo busto è tutt’oggi visibile nella Chiesa di Santa Firmina ad Arezzo. Suo figlio Domenico proseguì le imprese del padre e venne sepolto nella navata centrale della Chiesa di Sant’Agostino come usava per le famiglie insigni.
Simone Marzocchi (1805-1865)
Simone, medico chirurgo, seguace di Mazzini, combattè a Curtatone durante il Risorgimento italiano e fù insignito di medaglia al merito. Venne in possesso del Palazzo di Monterchi in seguito al matrimonio con una nobil donna che lo portò in dote.